INTERIORS

CASA CSF, MODERNISM REDISCOVERED

Il Movimento Moderno non è solo storia ma attualità e sul perché questo filone architettonico continui ad essere in auge potremmo parlare e scrivere per ore. Dagli arredi alle case, qualsiasi progetto parli attraverso lo stile del Movimento Moderno è destinato a rubare la scena, ad attirare l’attenzione di esperti di settori e trend forecaster.

L’occasione di seguire la ristrutturazione di un’abitazione disegnata negli anni ’40 da Zenon Lotufo a San Paolo non capita tutti i giorni e l’architetto Felipe Hess ha portato a termine questo compito bilanciando spirito conservativo e innovativo.

L’abitazione è stata ristrutturata per rispondere alle esigenze di nuovo nucleo familiare e alle abitudini di uno stile di vita contemporaneo, per questo gli spazi esistenti sono stati rinnovati e nuovi ambienti sono stati aggiunti.

 

 

Il fascino senza tempo del Movimento Moderno

Il carattere fortemente modernista è rimasto, le forme organiche sono state conservate e il nuovo volume aggiunto si appoggia delicatamente a quello esistente in completa armonia con il resto della costruzione.

Il Movimento Moderno continua a parlare un linguaggio contemporaneo, con interventi di ristrutturazione o meno, le forme e gli stili raccontano progetti emozionali.

 

Photo Credit: Fran Parente

Realated post:

TRAVEL

B AS BRASIL

Sarà il susseguirsi di notizie nel corso degli ultimi mesi, saranno le Olimpiadi in corso ma a voler puntare il dito su su solo posto nel mappamondo questa volta scegliamo il Brasile e lo facciamo ripercorrendo le notizie attraverso le quali ne abbiamo parlato negli ultimi mesi.

M di Marx: è dedicata a Roberlo Burle Marx la mostra al Jewish Museum di New York fino al 18 settembre. Tra i paesaggisti più influenti del ventesimo secolo ha abbracciato il modernismo con forme astratte e sinuose, come un Picasso della natura. Roberto_Burle_Marx_1

N di Niemeyer: è suo il progetto per il Museo di Arte Contemporanea scelto da Nicolas Ghesquière, direttore creativo di Louis Vuitton, per l’ultima sfilata della Cruise 2017. L’ingresso scenografico con la rampa curvilinea è diventata la passerella ideale, con “curve libere e sensuali”. 

R di Rio: il tavolino progettato da Charlotte Perriand è una riedizione di Cassina per la collezione I Maestri. Tondo, con sezioni a spicchio e l’accostamento di diversi materiali dal rovere al marmo, deve il suo nome all’omonima città brasiliana. RIO_CASSINA_1

S di Studio SC: il progetto dello Studio MK27 è un misto di architettura giapponese e brasiliana, realizzato bilanciando pieni e vuoti per far incontrare esigenze funzionale e concettuali. STUDIO_SC_1

lifestyle

12 POSTOS, RIO DE JANEIRO

Il Brasile ha un link naturale con l’Italia, i motivi sono i più diversi, ma di certo si sa che qualcosa lega questi due capi del mondo.

Pochi conoscono la storia dietro alle spiagge di Rio ed i suoi “Postos”: lungo tutto il litorale carioca ci sono 12 postazioni di salvataggio che sono state con il tempo inglobate nella società di Rio. Oggi questi 12 Postos raccontano 12 diverse tipologie brasiliane, strati sociali distinti che democraticamente convivono e si uniscono quando c’è da far festa. Perché in Brasile spesso si fa festa.

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Non dimentichiamoci che quest’estate ci saranno le Olimpiadi di Rio e, se state pianificando un viaggio, di certo questa potrebbe essere un’ottima meta: costume, maglietta ed infradito (rigorosamente Havaianas) e la valigia è pronta. Lo stile di vita è semplice nella sua accezione più positiva, basta poco per scoprire una cultura decisa e colorata come quella carioca; proprio per questo Havaianas ha realizzato da poco un progetto con un video ed una collezione speciale solo per raccontare questo mood, i Postos che da soli celebrano lo stile brasiliano all’insegna delle persone.

La gioia e la voglia di far festa sono protagoniste di un ambiente che non ha bisogno di presentazioni: spiagge bianche, vegetazione unica ed un cielo blu sono la cornice perfetta per il prossimo viaggio. Da segnare in agenda. 

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ARCHITECTURE / INTERIORS / video

STUDIO SC

Il progetto per lo Studio SC fatto dallo StudioMK27 è quello che potremmo definire amore a prima vista. Un progetto che unisce i principi dell’architettura giapponese e brasiliana in uno spazio destinato ad uno studio fotografico specializzato in produzione di immagini di cibo.

Lo Studio SC è un bilanciamento di pieni e vuoti, di rigore e calore, con l’intento di riuscire a far incontrare esigenze funzionali e di concept.

Il progetto è il risultato di un concorso interno allo StudioMK27: il team di architetti è stato diviso in tre gruppi e ognuno ha prodotto un’ipotesi progettuale per lo Studio SC. Il risultato finale è stata una sintesi delle diverse ipotesi, in pratica un progetto nuovo diverso dalle idee iniziali ma con alcune caratteristiche di ognuna di esse.

Il progetto definitivo è costituito da una zona centrale lasciata quasi del tutto vuota, collegata al giardino esterno attraverso una grande apertura ed attraversato da una passerella in cemento sospesa dal soffitto che collega due volumi in legno. La prima delle due scatole in legno, quella più vicina al parcheggio, ospita la reception e una sala per la preparazione delle immagini; all’interno   del secondo volume il magazzino e la cucina tecnica per la preparazione del cibo da fotografare si affiancano ad un’ulteriore sala di lavorazione per le foto.

Spazi ampi e cenni storici che mettono in contatto culture progettuali differenti, dal Giappone al Brasile, sono alcuni degli elementi che fanno del progetto un esempio di architettura di pregio.

Textures and Ants_studiomk27 from studio mk27 on Vimeo.

Credits: Fernando Guerra

ARCHITECTURE / FASHION

LOUIS VUITTON CHOOSES A NIEMEYER’S MASTERPIECE

Sono sensibile alle location d’eccezione, quando la passerella annuncia un grande spettacolo e l’architettura entra a far parte dello show. Lo avevamo visto con Dior a Palais Boulle e per la Cruise 2017 Nicolas Ghesquière, direttore creativo di Louis Vuitton, ha scelto il Museo di Arte Contemporanea di Niteròi progettato da Oscar Niemeyer a Rio de Janeiro.

A tre mesi dalle Olimpiadi 2016 l’attenzione si concentra su Rio anche attraverso il  mondo della moda ma non me ne voglia nessuno se a fare da protagonista c’è stato anche il MAC.

L’opera di Niemeyer, a picco sul mare, sovrasta la baia di Guanabara ed è stata pensata come un fiore che sboccia nonostante venga spesso associato ad una navicella atterrata sulla roccia.

L’ingresso è scenografico: una rampa curvilinea conduce ai tre piani espositivi ed è insieme al colore bianco uno degli elementi caratterizzanti delle opere di Niemeyer, dove angoli e linee rette sono elementi difficili da rintracciare.MAC-Niteroi_5

Ciò che mi attrae è la curva libera e sensuale. La curva che incontro nelle montagne e nei fiumi del mio paese, nelle nuvole del cielo, nelle onde del mare, nel corpo della donna preferita. Di curve è fatto tutto l’universo. L’universo curvo di Einstein.”

O. Niemeyer

MAC-Niteroi_2credits: macniteroi.com.br, harpersbazaar.com, Instagramm @louisvuitton, buro247.sg.

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