DESIGN / FASHION / TRAVEL

ESSENTIALS FOR A CALIFORNIA WEEKEND

Dopo l’ultimo viaggio tra Los Angeles e Palm Springs abbiamo ben chiari quali sono gli essenziali da portare in un viaggio di questo tipo:

occhiali da sole. Perché il sole della California deve essere affrontato nel modo giusto e noi abbiamo portato il nostro alleato preferito in quanto ad occhiali: super by retrosuperfuture. Dalla collezione attuale abbiamo scelto due modelli, il modello Eddie Classic Avana e Tuttolente. Eravamo pronti a tutto, al deserto e al pool deck dello standard, per il sole ma anche per mascherare le occhiaie.

vans sneakers. Non importa avere o meno una tavola da skate, quello che conta è avere almeno le scarpe da skater e noi che le usiamo anche per l’asfalto di Milano non potevamo non portarle a Venice Beach. Modello Old Skool, nere.

4 essenziali da non dimenticare

Mid-Century Modern Architecture Travel Guide. Trecentosettantaquattro pagine, ma in formato quasi tascabile, che raccolgono proprio le case per le quali abbiamo preso un volo diretto sulla west coast. Impossibile non metterlo in borsa ogni giorno per non rischiare di perdere nulla.

Macchina fotografica. L’occasione era troppo importante per non usare lo strumento giusto e scattare ogni dettaglio all’interno di gioielli dell’architettura come la VDL House di Richard Neutra. Abbiamo scattato qualcosa come 2000 foto con una Leica M8 e la bellezza di certi scatti racchiude l’essenza del viaggio.

Photo Credit: retrosuperfuture.com, vans, Phaidon, Leica.

All Is Design

Rivista Studio

€ 7

agenda / DESIGN / EXHIBITIONS / lifestyle

TUTTI PER SOTTSASS

L’occasione è importante e il protagonista delle celebrazioni ancora di più, per questo non sorprende il numero di iniziative che da New York a Venezia ci ricordano il 14 settembre il centenario della nascita di Ettore Sottsass.

Definizioni classiche difficili da applicare nel caso di Ettore Sottsass e impossibile da raccontare in poche righe, il numero di omaggi a questa figura che ha cambiato il mondo del progetto sono una chiara dimostrazione di riconoscenza prima di tutto: tre mostre in alcuni dei musei più importanti al mondo e nuove uscite che popoleranno le librerie di chi ha amato ed ama la cultura del progetto.

• Ettore Sottsass There is a Planet. Una mostra monografica alla Triennale di Milano accompagnata da un libro e da un catalogo, curata da Barbara Radice e con il titolo scelto da Sottsass per un progetto mai realizzato degli anni Novanta. Per la  mostra (dal 15 settembre all’11 marzo) l’allestimento è di Michele De Lucchi e Christoph Radl.
triennale.org

• Ettore Sottsass – Rebel and Poet. All’interno dello spazio Shaudepot del Vitra Design Museum una retrospettiva con arredi, oggetti e fotografie raccontano storia e processi creativi fino al 29 settembre.
design-museum.de

• Ettore Sottsass: Design radical. Nell’ala del Metropolitan Museum di New York destinata all’arte moderna e contemporanea sono in scena i progetti di Sottsass fino all’8 ottobre.
metmuseum.org

Per celebrare Ettore Sottsass

Per chi non intercetta le latitudini di queste mostre ci sono delle nuove uscite da cercare in libreria:

• Ettore Sottsass. Per qualcuno può essere lo spazio. Il primo di tre volumi edito da Adelphi a cura di Matteo Codignola.

• Perché morte non ci separi. Scritto da Barbara Radice, con la profondità dei ricordi e delle sensazioni di chi è stata la moglie di Sottsass.

• Ettore Sottsass. Il Vetro. Uno studio scientifico sulle produzioni dei suoi progetti in vetro di Luca Massimo Barbero.

• Domus #1016, Settembre 2017. La copertina di Domus pubblicata nel mese del centenario è dedicata ad Ettore Sottsass con un’elaborazione grafica di un disegno di Enzo Cucchi. Nel centenario della nascita di Ettore Sottsass, l’artista e amico gli rende omaggio proprio sulla sua Domus con un disegno – “Sottsass”, 2017 – e con un pensiero: “Si nasce con la parola”, che entra fin dentro le pagine della rivista.

Photo Credit: Vitra, Domus

DESIGN

PROPS, IN CEMENTO E MARMO

Lo studio di Los Angeles Besler & Sons ha disegnato una collezione di oggetti per la casa e lo ha fatto con uno stile inconfondibile.

Tutta la collezione nasce a partire da una riflessione sul materiale scelto, nello specifico si tratta di quello che in Italia chiamiamo terrazzo veneziano.

Il brand californiano, fondato dai coniugi Erin e Ian Besler, ha realizzato a mano questi pezzi con frammenti di marmo e cemento, materiale generalmente utilizzato negli edifici per la sua caratteristica, tradizionale, durevolezza.

A questo gioco di cambio di scala, dalla pavimentazione di un edificio ad un oggetto decorativo, si sommano e forme e i colori iconici, il risultato è una collezione elegante e minimale adatta ad ogni tipo di ambiente.

Fatti a mano in California

Il vero quid è nella funzione, più nello specifico nella sua non funzione: questi oggetti possono essere utilizzati in molteplici modi, da supporto per i libri a fermacarte, in ogni caso saranno un elemento di decoro destinato a non passare inosservato.

DESIGN / lifestyle

5 LIBRI, IL CONSIGLIO DI DAVIDE FABIO COLACI

Quanto è importante condividere? Questa volta non parlo di foto e web ma di un network fatto di pensieri e persone. Quanto è importante collaborare? Oggi più che mai, soprattutto se, come in questo caso, il valore aggiunto è quello dell’Architetto Davide Fabio Colaci.

Davide Fabio Colaci è Architetto ma anche professore di progettazione di architettura degli interni presso il Politecnico di Milano, sapevamo che i suoi consigli sui 5 libri ad alto tasso di design sarebbero stati preziosi e la lista che segue lo conferma.

 

 

La selezione di Davide Fabio Colaci

1/5
GIO’ PONTI
a cura di Ugo La Pietra
Rizzoli edizione
Milano, edizione aggiornata del 2009 ( prima edizione 1995 )

E’ un libro sulla grande opera del più grande progettista milanese di tutti i tempi: Gio’ Ponti. Maestro sempre poco considerato dalla grande cultura ufficiale del progetto, che in questo testo viene raccontato attraverso design, architettura, industria e artigianato da un altro grande outsider del design: Ugo La Pietra.
Per ogni volta che si ha bisogno di ossigeno.

2/5
THE  WORLD OF MADELON VRIESENDORP. Paintings / Postcards / Objects / Games.
a cura di Shumon Basar and Stephan Truby
AA Publication.
London, 2008.

I suoi detrattori ricordano Madelon Vriesendorp solo per i suoi dipinti che hanno dato forma e visione alla ricerca del marito Rem Koolhaas durante gli anni settanta. In realtà questo piccolo testo fatto di immagini, disegni, oggetti e cartoline racconta il tema della “collezione” e della “rappresentazione” come la forma d’arte più evoluta della nostra dimensione contemporanea. E‘ una pubblicazione creata in occasione della mostra ospitata dalla Architectural Association di Londra che ha tentato di descriverne il suo mondo potente e surreale.
Il libro chiude con “To invent you need a good imagination and a pile of junk”.  Concordo!

3/5
UNA GENERAZIONE ESAGERATA. Dai Radical italiani alla crisi della globalizzazione.
di Andrea Branzi
Baldini & Castoldi
Milano, 2014.

Un testo fondamentale scritto dal più radical di tutti i radical: Andrea Branzi, che racconta l’Italia attraverso il mondo del design e la sua capacità di gestire le contraddizioni. E’ la storia di una intera generazione che nel suo ruolo di minoranza ( politica e progettuale ), ha inciso sullo scenario culturale contemporaneo come nessuno mai. 

4/5
THE BAUHAUS. #itsalldesign.
a cura di Mateo Kries e Jolanthe Kugler
Vitra Design Museum
Weil am Rhein, 2015.

Una visione aperta e completa della prima vera e grande scuola di design che ha cambiato il modo di pensare il progetto. Intenzioni e fallimenti, prodotti e sperimentazioni raccontati per immagini e contaminazioni con i grandi maestri del design contemporaneo: da Enzo Mari a Konstantin Grcic. Una visione storica e critica che ha la forza di non mitizzare il Bauhaus.

5/5
KURAMATA SHIRO ETTORE SOTTSASS
a cura di Yasuko Seki
21_21 Design Sight
Tokyo, 2010.

Un libro delicato e profondo che nasce dall’incontro dei progettisti più poetici di due paesi così lontani come Giappone e Italia. Un racconto per immagini dei progetti che hanno visto queste due figure collaborare a distanza in modo indipendente, legati da una empatia che ha trasformato il loro mondi in due scenari osmotici e vitali. Oggetti, arredi e interni sono il testamento della più grande trasformazione formale e culturale del design dopo la modernità.
Lo consiglio a chiunque pensi che il design non possa cambiare il mondo. Può!

 

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