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I MIGLIORI EVENTI DI DESIGN DEL 2016 E DOVE ANDARE NEL 2017

Fine anno, tempo di bilanci e classifiche, non solo per ricordare quello che è stato ma provare a immaginare quello che accadrà il prossimo anno. Oggi i fari sono puntati su eventi, fiere, design week e tutto il bagaglio di appuntamenti annuali che nel 2016 hanno animato un settore dove la ricerca passa sempre di più attraverso queste occasioni di incontro. Non solo una classifica dalla posizione numero dieci alla numero uno per indicare quello che ci è piaciuto di più, ma per ipotizzare quali saranno gli eventi imperdibili del prossimo anno.

Il design e i suoi appuntamenti 

10. DESIGN MIAMI. Decima posizione solo perché l’edizione 2016 non si è ancora svolta, ma dalle anticipazioni ci sarà molto da vedere e rimane l’appuntamento annuale più interessante per chi ama le gallerie di design con le loro collezioni esclusive. Non vediamo l’ora di scoprire la collezione di Cristina Celestino per Fendi.

9. MAISON&OBJET. Continua la sua espansione con nuove edizioni in giro per il mondo e rimane di grande interesse, anche solo perché con l’edizione di gennaio è tra i primi appuntamenti annuali dove scoprire cosa si vedrà durante tutto l’anno.

8. IMM COLOGNE. Se quello di Parigi è uno dei primi eventi dell’anno, quello di Colonia ha il primato assoluto e si propone proprio come anticipazione di quello che sarà presentato durante le design week successive.

7. ICFF. Siamo a New York City e l’edizione 2016 ha sicuramente segnato una sua importante crescita, più contenuti interessanti e maggiore partecipazione mediatica dal resto del mondo. Aspettiamo solo di vedere se quella del 2017 ne sarà la conferma.

6. NORTHMODERN. Mecca degli amanti del design nordico si pone come obiettivo quello di trasformare Copenhagen in uno dei punti di riferimento per brand di design e lifestyle.

5. MODERNISM WEEK. Non è una fiera, qui non si decide di andare per scoprire novità di settore, qui si partecipa per scoprire tesori del Modernismo generalmente chiusi al pubblico.

4. LONDON DESIGN FESTIVAL. Non è un mistero, Londra aspira ad assomigliare alla kermesse milanese dedicata al design, con un calendario fitto di eventi oltre che alla presentazione di prodotti. Non è nella top 3 ma la voglia di esserlo è chiara.

3. DUTCH DESIGN WEEK. Qui il contenuto è di ricerca, spesso legato alle scuole e ai giovani designer, ed è proprio questo fattore ad aumentare il ranking. Una visione chiara che dovrebbe diventare contagiosa.

2. BIENNALE VENEZIA. Ricca di contenuto, con un’atmosfera propria dell’architettura più che del design, quella di Aravena sarà per le prossime edizioni un termine di paragone difficile da superare. E’ in corso fino a Domenica e per aiutarvi ecco la nostra guida per non perderne il meglio.

1. MILAN DESIGN WEEK. Nonostante tutto e nonostante tutti Milano, se bisogna sceglierne una, rimane la capitale del design. E’ questo l’evento più atteso ma deve essere anche uno stimolo a fare sempre meglio, aggiornarsi e rinfrescarsi con nomi nuovi e un’immagine meno storica, più contemporanea. Orgoglio italiano, copiato in tutto il mondo, l’unica versione originale di questa design week è quella di Aprile da vivere a Milano. L’anno scorso vi abbiamo raccontato day by day il nostro programma, bisogna aspettare ancora qualche mese per scoprire cosa faremo per la prossima edizione.

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BIENNALE ARCHITETTURA 2016: COSA FARE E DOVE ANDARE

Venezia si anima e questa volta non parliamo di design ma di Architettura con la Biennale curata da Alejandro Aravena. L’architetto cileno è il primo nome da fare per raccontare questa edizione, la sua presenza fisica tra i padiglioni è tangibile e non è un caso se questa Biennale sia tra le più interessanti degli ultimi anni.

C’è un profondo segnale di ottimismo: nella scelta di guardare al futuro, nelle considerazioni fatte tra i giardini e l’arsenale, nello scrutare nuove frontiere, nell’utilizzare un linguaggio accessibile a tutti.

Se tutto questo si poteva immaginare anche solo dopo l’annuncio del tema e del curatore, quello che non potevamo raccontare prima di visitare la Biennale è la nostra selezione di imperdibili tra Arsenale, Giardini e Progetti Speciali.

Andiamo per punti e scopriamo cosa c’è da vedere con foto e indirizzi

ArsenaleCampo della Tana, 2169/S, 30122 Venezia

Reporting from the front. L’installazione all’ingresso non è solo altamente fotografatile (in copertina) ma è il preludio ad un percorso espositivo dai contenuti forti. La prima sala è stata infatti allestita con 100 tonnellate di materiali recuperati dalla precedente edizione della Biennale. Curato dallo studio di Aravena affronta subito temi come sostenibilità, riuso, capacità di sfruttare anche gli scheletri del passato per pensare al nuovo.

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Il progetto dello studio Transsolar dimostra come la scelta consapevole di incanalare la natura piuttosto che contrastarla sia non solo lungimirante ma fattibile. I fasci di luce protagonisti dell’installazione curata dallo studio tedesco sono un messaggio chiaro, particolarmente leggibile nel buio dell’arsenale.

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Lo studio di Treviso C+S Architects modella una struttura dove l’idea di equilibrio si esprime in tutta la sua forza. Forze opposte e contrarie, la capacità di descrivere l’equilibrio attraverso l’instabilità e la tensione continua di diversi elementi porta il visitatore a percepire la realtà da un altro punto di vista: il percorso si innalza e abbraccia le colonne delle Corderie all’Arsenale. Un nodo, un gioco senza fine evidenziato dal colore rosso.

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Minimalismo assoluto allinterno del Padiglione dell’Albania, con lo spazio riempito attraverso le voci  di pensatori e cantanti diffuse da un vinile da 12 pollici per raccontare il processo di urbanizzazione determinato in questo Paese dal dislocamento e dalla migrazione.

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Il Padiglione del Kuwait è un mare di specchi con le isole protagoniste del racconto di un contesto legato al passato e che guarda al futuro. I curatori, Hemed Bukhamseen dal Kuwait e Ali Karimi dal Bahrain, esplorano la possibilità di rendere un territorio luogo di unione e di pace.

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Nel Padiglione Italia poco spazio ad allestimenti spettacolari o a teorie sul futuro, qui si portano esempi concreti di come l’architettura può contribuire alla questione sociale. Realizzato con quello che restava del padiglione irlandese all’Expo e progettato dallo studio TAMassociati, si preoccupa di come prendersi cura degli spazi progettando per il bene comune.


Giardini
Sestiere Castello, 30122 Venezia

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Spagna. Iniziamo da chi ha portato a casa il Leone d’Oro per la migliore Partecipazione Nazionale. Vincitore di merito con un padiglione folgorante: per contenuti, allestimento, coerenza e, in definitiva, bellezza. Qui il racconto è chiaro e narra la storia di progetti non terminati a causa della crisi e di recuperi con l’aggiunta di una selezione meticolosa di architetti emergenti. Quando la creatività supera i limiti economici e materiali di un contesto la storia è quella raccontata dalla Spagna.

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Svizzera. Il padiglione svizzero è occupato da un elemento controverso, con una struttura anatomica che sembra essere ispirata ad un libro di geologia, non offre risposte a domande ma apre una serie infinita di considerazione ed interpretazioni.

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Australia. La piscina è un simbolo della cultura made in Australia e diventa l’esposizione del padiglione, con tanto di persone pronte a farne parte immergendosi nell’acqua.

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Germania. Concreta come solo i tedeschi riescono ad essere, con il loro padiglione si allontanano dalle installazioni legate all’arte e alle ricerche teoriche in favore di risposte chiare e definite. Qui si parla di chiusure di frontiere e l’auspicio è verso l’apertura, a tal punto di abbattere fisicamente dei muri presenti all’interno del padiglione per tradurre un senso di apertura.

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Nordic Nations. Finlandia, Norvegia e Svezia sotto lo stesso tetto (quello progettato da Sverre Fehn negli anni Sessanta) hanno dato luogo ad un’arena aperta ai dibattiti. Una struttura a gradini in legno mette a confronto lo stato dell’architettura di questi tre paesi dalle tradizioni importanti e la proposta contemporanea viene espressa attraverso le schede colorate che animano la struttura in legno: sono asportabili e raccontano 300 proposte selezionate tra le candidature arrivate.

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Serbia. Il padiglione della Serbia punta l’attenzione sul rapporto tra giovani progettisti e dinamiche legate all’industria attraverso il progetto di tre (giovani) architetti che invitano i visitatori ad ascoltare, sedersi ed interagire con lo spazio. Qui il blu ceruleo della rampa è l’evento centrale  e rappresenta l’idea di “lavoro” con l’accompagnamento dei suoni e delle onnipresenti prese di corrente.

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Denmark. Una serie di modelli, prototipi di progettazione con un approccio umanistico, una serie infinita di spunti e di idee da collezionare. Qui il messaggio è una sovrabbondanza di informazioni, in grado di generare confusione creativa.


Progetti Speciali

Building in Paris. La Fondation Louis Vuitton presenta  “Building in Paris”, la mostra che racconta il progetto di Gehry realizzato a Parigi per la Maison attraverso i modelli in scala e chi schizzi dell’archistar, un percorso emozionante per scoprire da vicino i passaggi dietro un progetto complesso come questo.

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In questa occasione all’interno dell’Espace Louis Vuitton a Venezia e come parte della mostra si inserisce l’installazione di Daniel Buren per le vetrate, suggestivo accompagnamento per i modelli realizzati dal Gehry Partners Studio che sembrano galleggiare in uno spazio liquido.
Un’occasione unica per scoprire, passo dopo passo, la storia di un sogno realizzato da Gehry.

«Sogno di progettare a Parigi un magnifico vascello, che simboleggi la profonda vocazione culturale della Francia». F. Gehry

Espace Louis Vuitton Venezia, Calle del Ridotto 1353, 30124

Zaha Hadid. La prima edizione della Biennale d’Architettura dopo la scomparsa di Zaha Hadid non poteva che dedicarle un capitolo del suo contenuto con una retrospettiva dedicata al suo lavoro, dai disegni ai modelli disegnati durante la carriera di uno dei simboli al femminile della storia dell’architettura.
Palazzo Franchetti, Campo Santo Stefano, San Marco, 2847, 30124

Venice Design 2016. Uno spazio dedicato al design all’interno della biennale dell’Architettura non poteva mancare.  Il focus principale esplora il ruolo dei prodotti nella vita quotidiana delle persone, tra i partecipanti Alessandro Mendini e Paul Kelley.
European Cultural Centre, Palazzo Michiel, Campo Santi Apostoli, 30124

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S.O.S. Sottsass Olivetti Synthesis. All’interno del Negozio Olivetti progettato da Scarpa ed oggi parte del patrimonio del FAI viene presentata la mostra dedicata a Synthesis, il rivoluzionario sistema di arredi per l’ufficio disegnato da Sottsass per Olivetti.
Piazza San Marco, 101, 30124 Venezia

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Resistance. Un esperimento sul concetto di resistenza attraverso le interpretazioni e gli esperimenti fatti sulla pietra da grandi nomi, da Alvaro Siza  a Bijoy Jain.
Villa Hériot, Giudecca Island

photo credit: Simple Flair + Architettura Italiana (x padiglione Italia) + CNN (x padiglione Australia)

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