ARCHITECTURE / INTERIORS / TRAVEL

LA GUESTHOUSE CHE VORREMMO

Una guesthouse progettata dallo Studio ORA, quello che può sembrare un inno al minimalismo è in realtà un percorso fatto di materiali caldi e artigianalità.

La tendenza, come abbiamo visto per l’ultimo progetto di Note Design Studio, è quella di rintracciare i segni del passato e utilizzarli come matrice per il progetto di ristrutturazione. Lo studio ORA per questa guesthouse minimalista a Mikulov, in Repubblica Ceca, ha scelto di farsi sorprendere dal preesistente edificio del XVI e riportare alla luce l’architettura sepolta da anni di restauri poco attenti alla conservazione.

Cinque stanze per cinque colori.

L’interno, distribuito su tre piani, è volutamente ascetico e comprende una cantina, una sala degustazione e 5 camere con soffitti a volta.

Una tavolozza di materiali include il legno e l’acciaio declinata all’interno dello spazio e per  gli arredi progettati dallo studio ORA e realizzati da artigiani locali.

Questa guesthouse con le sue cinque stanze che prendono il proprio nome dal colore dai pavimenti, è un ritiro dove la mancanza di fronzoli è il risultato di un progetto che ricalca le origini umili dell’edifico, esaltato dalle opere delle maestranze artigiane locali.

Photo Credit: Mario Rossi

INTERIORS

TABULA RASA A TORINO

Un progetto di Andrea Mercante e Adelaide Testa nel cuore di Torino, un appartamento ristrutturato con un’identità propria, in continua evoluzione.

Il progetto parte da una tabula rasa totale degli interni, ridefiniti dal progetto di Mercante Testa in un delicato equilibrio tra colte citazioni del passato accostate ad un approccio totalmente contemporaneo.

Le finestre su strada dalle dimensioni ridotte portano gli architetti a stravolgere la distribuzione interna: il soggiorno e la cucina si affacciano sul cortile interno dove è stato possibile ingrandire le finestre, mentre  le camere da letto e i bagni sono stati collocati sulla facciata principale, parzialmente soppalcati per ospitare zona studio e guardaroba.

Un’architettura nell’architettura 

Le due zone, quella intima delle camere e quella conviviale del soggiorno, sono nettamente separate e distinte: la zona giorno esalta il rapporto con l’esterno attraverso le aperture ampliate, mantiene altezze generose ed è caratterizzata dalle nuove pavimentazioni in seminato; la zona notte è stata progettata per sfruttare razionalmente e al massimo lo spazio, utilizzando l’altezza per creare ambienti su più livelli.

Il passaggio tra questi due macro ambienti della casa è enfatizzato dal volume a doppia altezza della cucina/ lavanderia, un’architettura nell’architettura.

Il mix tra passato e presente è evidente quanto provocatorio: il seminato e le cornici in gesso sembrano essere parte dell’abitazione da sempre ma in realtà il decoro a soffitto è una nuova aggiunta, dichiarata con il suo essere centrata sul tavolo, e il pavimento ha caratteristiche chiaramente contemporanee. La cucina su disegno è un manifesto contemporaneo della progettazione ma per texture e materiali sono stati scelti elementi esistenti, propri del tavolo e delle sedia già proprietà dei clienti.

ARCHITECTURE / INTERIORS

IL BUEN RITIRO DI LUDOVICA + ROBERTO PALOMBA

Un ex frantoio del 600 convertito in buen ritiro nell’entroterra salentino dagli architetti Ludovica + Roberto Palomba.

Un edificio antico con un’area di circa 400 mq , restaurato tenendo conto di alcuni elementi storici come le murature e le volte,  inondato dalla luce naturale e con una struttura che si snoda attorno ad un chiostro d’accesso.

Un progetto fatto dagli architetti in una terra che amano, dove hanno scelto di realizzare uno spazio convivale per interrompere il ritmo quotidiano delle giornate di lavoro e staccare la spina circondati da luoghi di eccezionale bellezza come quelli del Salento.

Un ex frantoio del 600 nel cuore del Salento

All’interno le grandi stanze distribuite su più livelli sono caratterizzate da alti soffitti a volta a stella, tecnica di costruzione tipica del Salento, in contrapposizione agli arredi contemporanei: il risultato è un progetto attuale, dove il mix tra antico e moderno è la chiave di lettura per comprendere questi luoghi.

Il percorso per trasformare un ex frantoio in abitazione intrapreso dagli architetti Ludovica + Roberto Palomba è stato un susseguirsi di scelte puntuali, dall’uso di materiali naturali al bianco della calce per le pareti, fino alla selezione dei singoli pezzi inseriti all’interno dello spazio.

Gli arredi scelti sono pezzi di design contemporaneo alternati a pezzi che le famiglie degli architetti si tramandano di generazione in generazione, inseriti all’interno di questo spazio dove architettura e design si incontrano e si fondono.

Un luogo di decompressione legato al territorio salentino, con le terrazze che si aprono sul cielo e sul paesaggio circostante, sottolineato dall’utilizzo dell’inconfondibile pietra leccese.

 

DESIGN

QUIET TOWN

Quiet Town nasce da un’idea di Michael and Lisa, rispettivamente fotografo e stylist, che con i loro due figli vivono a Brooklyn nonostante la loro Jeep sia sempre pronta per una nuova fuga al mare.

Stanchi di acquistare prodotti di cui non erano soddisfatti hanno preso la loro voglia di fare e l’hanno utilizzata per dar vita ad un nuovo brand, Quiet Town.

Se per alcune categorie di prodotti, come le sedie, la scelta è ampia di certo non si può dire lo stesso per altri elementi fondamentali per completare la propria casa, come tappeti e tende per la doccia. Per questo Quiet Town è stata una bella scoperta: prodotti con un’estetica definita, lontana dai monocromatismi e ampiamente descrivibili attraverso le grafiche che li caratterizzano.

Non solo una collezione diversa dal solito ma anche con la capacità di raccontare una categoria di prodotti attraverso un lookbook carico di riferimenti, tutti espressione di un’idea stilistica molto chiara.

Un brand nato dall’incontro tra un fotografo e una stylist

L’ultima collezione Quiet Town è la narrazione di un viaggio,  caratterizzato dalle  viste a perdita d’occhio che la Route 48 sulla North Folk di Long Island offre.

Anche i riferimenti agli anni ’50 non sono scontati, non si tratta di forme e colori ma di un concetto molto pratico, quello legato alla durabilità del prodotto. Gli anni Cinquanta sono stati quelli del design fatto per rimanere in casa per una vita intera e per questo è stata un’epoca di grande ispirazione, fatta di prodotti ma anche di rapporti umani basati sulle strette di mano, con quella semplicità tanto apprezzata dai fondatori di Quiet Town.

Realated post:

SPAZIO SUNNEI

SPAZIO SUNNEI

ARCHITECTURE / video

Konieczny’s Ark

Una residenza nella campagna polacca, disegnata da chi quell’edificio lo abita, è l’esempio di architettura basata su uno studio attento della tecnica costruttiva, senza dimenticare il rapporto tra casa ed esterno.

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L’edificio è pensato come una cornice

Konieczny’s Ark è stato progettato dallo studio KWK Promes con un’idea ben precisa da perseguire: il valore aggiunto di quell’abitazione era chiaro fin dall’inizio e, al di là del progetto, sarebbe rimasto sempre legato al panorama circostante. Da qui l’idea di concepire il costruito come un punto privilegiato dal quale osservare la natura circostante, attraverso ampie vetrate utilizzate per incorniciare verde e colline.

Konieczny's-Ark_2

 

Non solo concept e idee teoriche, questo progetto in Polonia è anche un esempio di progettazione consapevole, basata sulla conoscenza del territorio e delle problematiche legate alle frequenti frane.

Se le acque piovane possono fluire senza problemi e il tetto a doppia falda garantisce le prestazioni ottimali in base al clima della zona, per lo studio delle forme l’ispirazione arriva dagli edifici tipicamente destinati ai fienili.

Come un arco che si erge al di sopra del verde e allo stesso tempo ne diventa parte, coinvolgendo in maniera biunivoca esterno ed interno nel rapporto tra persona e spazio.

 

 

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