INTERIORS / TRAVEL

BASE MILANO: A PLACE FOR CULTURAL PROGRESS

Apre i battenti BASE Milano, un co-working space che restituisce alla città uno spazio storico – quello dell’ex Ansaldo – per renderlo un polo culturale ad alto tasso di innovazione. Grazie ad un intervento radicale il grande fascino architettonico dei 6000mq delle ex acciaierie hanno trovato una nuova vita, diventando una vera e propria casabase per i talenti e le imprese nel campo dell’arte, della cultura e della creatività.

E la vocazione di BASE di ospitare molteplici scenari e diventare il palinsesto dove si muovono persone, attività e processi si è riflessa sul concept alla base della trasformazione dei suoi spazi.

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Ad occuparsi di questo imponente progetto sono stati gli architetti Giancarlo Floridi e Angelo Lunati di Onsitestudio e il loro progetto ha davvero riqualificato in maniera significativa l’edificio esistente, creando un senso di continuità fra elementi nuovi e preesistenti senza però alterare la qualità degli spazi esistenti.

«L’intervento è stato in “levare”, a togliere anziché aggiungere: attraverso un lavoro di sottrazione delicato, accurato e non eclatante, ha ridotto gli elementi tecnici e impiantistici, le interferenze visive o spaziali, le barriere, per permettere la lettura più chiara possibile della dimensione e del carattere degli spazi e, con loro, delle attività diverse che simultaneamente vi si svolgeranno»ci ha spiegato l’architetto Floridi.

«Il focus dell’intervento si concentra nella relazione tra le grandi aule ex-industriali e una serie di elementi e volumi di varie dimensioni che contengono i servizi».

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Anche la scelta dei materiali utilizzati ha voluto omaggiare la funzione che BASE Milano aspira ad avere.

«Si è utilizzato un catalogo limitato di materiali al fine di ottenere in questo modo uno sfondo quasi sfocato sul quale potessero spiccare protagoniste le installazioni, le micro-architetture, gli eventi culturali, ma soprattutto le persone» ha continuato. «Gli elementi aggiunti all’esistente sono immediatamente leggibili per la loro natura differente in relazione ai grandi spazi bianchi e ai pavimenti mantenuti nel loro carattere di originalità, ancora segnati dalle tracce delle attività precedenti»

E questa sera alle 19.00 alla serata d’inaugurazione di BASE Milano, potrete ammirarli anche voi.

credits: Jacopo Benassi

editorial

EDITORIAL #0

Cinque anni e noi li festeggiamo a modo nostro: una nuova veste grafica (ogni occasione importante ha il suo dress code), più persone dietro lo schermo per scrivere ogni giorno (che festa sarebbe senza amici) e alcune novità per fare passi in avanti senza dimenticare quello che fino ad oggi è stato Simple Flair.

Molti cambiamenti si scoprono navigando, passando da una pagina all’altra, leggendo nomi nuovi mescolati a nomi di sempre.

Ha un nuovo look, indossa il suo vestito migliore, ma i contenuti continuano ad essere tutti scelti secondo quello che più o meno consapevolmente è diventato uno slogan o, volendo dirlo con un linguaggio diverso, un hashtag: #allisdesign.

Ci infiliamo sempre tra le insenature più strette alla ricerca del design che incontra territori nuovi, intrecciando architettura e arte, design industriale e artigianato con incursioni nel mondo della moda, del food, della grafica e dei viaggi.

Una prima novità si legge qui, tra le righe, ed è l’editoriale che ogni mese anticiperà le uscite delineando quello che sarà e facendo un punto su quello che è stato.

Questa volta ci soffermiamo su quello che sembra essere un ritorno al decoro, trasversale ed eclettico, espressione di uno stile del tutto personale viene declinato secondo linguaggi diversi. In principio è stato il marmo a fare il suo ritorno spregiudicato, invadente, dai rivestimenti agli oggetti le sue venature sembravano un’epidemia e oggi si affianca a carte da parati, ottone e velluto in combinazioni rinnovate.

I motivi anni Cinquanta si mescolano ad una foresta di piante da interni, protagoniste di ambienti privati e commerciali, adagiate su piastrelle esagonali.

Se a tutto questo si affiancano pezzi di modernariato il gioco è fatto.

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Prima del brindisi i ringraziamenti: a chi ogni giorno legge, condivide, scrive, disegna, ascolta, lavora per rendere questo progetto concreto.

Cin, a questi primi cinque anni.

S.F.

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