DESIGN / interviews

5 OGGETTI DI ELENA SALMISTRARO

Vi raccontiamo Elena Salmistraro, attraverso la sua selezione di cinque oggetti, senza limiti di genere, funzione e forma, perché su simple flair all is design.

Quello di Elena è un talento difficile da non notare e a farlo sono state alcune delle aziende di design più conosciute, come Alessi e Seletti, e il Salone del Mobile di Milano che nel 2017 le ha assegnato il premio “Best Emerging Designer Awards”.

Le forme e i colori raccontavano il mondo del design attraverso il punto di vista di Elena Salmistraro e si ritrovano in progetti sempre diversi ma con la sua firma fortemente riconoscibile, tra i più recenti il tappeto Cartesio per cc-tapis.

Quanto possono raccontare 5 oggetti di una persona? Tanto e la selezione di Elena sembra esserne una conferma.

5 oggetti di Elena Salmistraro

La Graziella: non credo abbia bisogno di presentazioni, credo faccia un po’ parte della vita di tutti noi.. per me è passato, presente e futuro, una vera compagna.

Airpods: perfetto rapporto tra contenitore e contenuto, inoltre da quando me li hanno regalati non riesco più a farne a meno.

Cartella colori Pantone: che mondo sarebbe senza i colori.

Cavatappi Sandro M.: è bellissimo, divertente ed utile, peccato che io non possa usarlo perché sono astemia.

Appendiabiti Hang it All: è il primo oggetto che vedo quando rientro in casa, mi accoglie e mi rende felice.

Photo Credit: Elena Salmistraro

DESIGN

MACINTOSH by CURVED/labs

Trentuno anni fa, il 24 Gennaio, faceva la sua comparsa il primo Macintosh; il primo vero Personal Computer. Fu una rivoluzione, il primo mouse e un’interfaccia grafica che ha cambiato per sempre l’uso dei computer. La storia di Steve Jobs ed Apple la sappiamo tutti ormai.

Il sito tedesco CURVED/labs ha proposto un concept-computer che si ispira nelle linee proprio a quel mitico primo Mac. Una linea indimenticabile che ricalca la forma di quel prodotto comparso nel 1984, tutto con un case realizzato con lo stesso materiale degli attuali MacBook.

curvedlabs_mac_2

Al posto del vecchio FloppyDisk un lettore di SD card ed uno schermo touch per un mini computer desktop che di certo ha già attratto migliaia di appassionati, se verrà prodotto non potrà che andare a ruba. Disponibile in tre colorazioni per ora è esposto in un Apple Store americano ma chissà se mai lo potremo toccare con mano anche noi.

il primo Macintosh; il primo vero Personal Computer

I più fortunati potranno affiancarlo ad un originale Macintosh del 1984 e li, vedendoli vicini, non si potrà che pensare a quanta strada la tecnologia ha fatto e soprattutto quanta ancora ne farà. Noi siamo i protagonisti di questo cambiamento.

curvedlabs_mac_3 curvedlabs_mac_4 curvedlabs_mac_5 curvedlabs_mac_6 curvedlabs_mac_7

credits: CURVED/labs

art / EXHIBITIONS

WHEAT IS WHEAT IS WHAT: PEDDY MERGUI

Classici prodotti da supermercato come pasta, farina, frutta e yogurt ma al posto dei comuni marchi da lista della spesa l’artista Peddy Mergui ha provato a sostituire brand come Chanel, Apple, Tiffany e Prada.

Il risultato di questa sovrapposizione tra forme, contenuto, packaging e brand è al Museum of Craft and Design di San Francisco  con la mostra “Wheat Is Wheat Is Wheat: Peddy Mergui”.

Le confezioni sono studiate in base all’immagine dell’azienda, producendo un risultato ancora più verosimile con sfumature ironiche e dissacranti, riuscendo ad evidenziare quello che Mergui descrive come una connessione arbitraria tra prodotti e confezione.

La mostra “Wheat Is Wheat Is Wheat” è a tal punto provocatoria da lasciare più domande aperte che risposte certe.

WHEAT IS WHEAT IS WHAT: PEDDY MERGUI | Museum of Craft and Design di San Francisco fino al 15 giugno 2014.

peddy-mergui-2

Caffè Gucci

peddy-mergui-3

Latte Apple

peddy-mergui-4

Salami Louis Vuitton

peddy-mergui-5

Uova Versace

peddy-mergui-6

Farina Prada

peddy-mergui-7Frutta Nike

TIPS

iHome iPod Boombox

VIA

lifestyle / TIPS

iPad: la rivoluzione di Newton

Su ogni pagina del web si vede lui: l’iPad, il nuovo nato in casa Apple.
Lo conoscete ormai già, spesso meno di 1,5 cm, schermo da poco meno di 10 pollici e un gran potenziale. Insomma il futuro, come sempre made in Cupertino.
Abbiamo avuto l’iBook, l’iPod, l’iQualsiasicosa e ora l’iPad; ma pochi ricordano il Newton. Probabilmente il primo palmare della storia, erano gli anni 90 ed era ancora una volta Apple. Non fu compreso, fu un flop perché non fu capito, era troppo “avanti” ed e’ vero, oggi un palmare Newton e’ più performante di tanti altri cugini moderni e ricorda davvero tanto il nuovo nato iPad.

Steve Jobs e’ ormai definito il guru della tecnologia moderna, ed e’ vero. In un garage della California 40anni fa aveva già visto il futuro come mai nessuno prima di lui. L’aveva addirittura proposto alle alle major del tempo: Hp, Ibm; ma si misero a ridere: “chi vorrebbe mai un computer in casa?”. Già.

Chi vorrà mai un iPad in casa?
Think Different
© 2010 - 2018 simple flair ™ - milano