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TAKE YOUR TIME AT THE KINFOLK GALLERY

Sfogliare le pagine di una rivista e poi entrare in uno spazio fisico, fatto di stanze, arredi e colori, con un progetto ottenuto dalla collaborazione tra il team Kinfolk e lo studio di progettazione Norm Architects è un esempio concreto di bilanciamento perfetto, di congiunzione tra due mondi.

Lo spazio Kinfolk a Copenhagen, dalla galleria agli uffici, è pensato per offrire ad amici e collaboratori un posto dove potersi incontrare, per condividere idee in uno spazio informale ma anche elegante ed accogliente.

Interiors for Slow Living

Lo spazio si articola attraverso tre zone: quella pubblica con la galleria, aperta con le sue ampie vetrate verso le strade della città danese; la seconda è quella operativa, destinata al lavoro in ufficio e collegata alla galleria; la terza è più separata e privata, disconnessa fisicamente e stilisticamente dal resto.

Galleria e ambiente di lavoro sono infatti luoghi spaziosi, collegati su un unico piano, mentre la zona privata ricorda maggiormente la Copenhagen più classica con stanze piccole e calde, cambiano tonalità e materiali segnando in modo netto il passaggio da un ambiente all’altro.

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Proprio come ci si aspetta sfogliando Kinfolk, gli interni sono minimali con un attento studio dei dettagli, qui la singola tonalità cromatica è selezionata con cura.

Tattilità e colori tipici delle facciate nel centro di Copenhagen vengono accostate alla visione della cultura unita all’estetica giapponese riassumibile con il termine Wabi-Sabi.

Per addolcire l’immagine dell’ufficio nella sua versione più tradizionale, la reception è progettata per essere simile ad una sala da pranzo e con la sua grande tavolata rappresenta l’ideale incarnato da Kinfolk: “interiors for Slow Living”.

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Questo spazio è la congiunzione tra due mondi, quello Kinfolk e quello di Norm Architects, ma anche la combinazione tra il minimalismo nordico e la cultura giapponese, tra modernismo e pezzi di design contemporaneo.

La semplicità con cui sembra essere stato pensato ad un primo impatto il progetto rivela una ricercatezza stilistica che solo da Kinfolk potevamo aspettarci: qui nulla è fatto per stravolgere e colpire, qui la normalità è eleganza, l’atmosfera è più importante delle tendenze.

DESIGN

3 UNCONVENTIONAL CHANDELIERS

Il lampadario a sospensione è un classico dell’arredamento, ma oggi più di un designer ne ha voluto stravolgere i canoni tradizionali per adattarlo anche agli interni più contemporanei. La loro rielaborazione ha portato perciò a creare illuminazioni più simili a installazioni artistiche, che hanno il pregio di incantare lo sguardo e riempire l’ambiente con forme morbide e a tratti intime.taraxacum-88-pendant-lamp-castiglioni-flos-1

1 • La Taraxacum 88 S2 è, a modo suo, un classico anch’essa. La struttura, composta da 20 triangoli di lucido alluminio, è incoronata da più di 100 lampadine che diffondono una luce diretta e riflessa. Il risultato sorprende, soprattutto per la sensazione di leggerezza che trasmette e la sua versatilità rispetto ad ambienti diversi.

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2 • Stochastic, la lampada ideata da Daniel Rybakken, stupisce invece soprattutto per la disposizione a grappolo delle sfere che la costituiscono – asimmetrica sì ma meno rigorosa in verticale. Inoltre, la luce proveniente dall’interno costituisce una novità che soddisfa il senso estetico anche dei più scettici.

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3 •  Il lampadario Cloud, come suggerisce il nome, ha il pregio di mantenere i caratteri principali del tradizionale chandelier alleggerendone al contempo la struttura. La disposizione degli globi di vetro smerigliato mantiene quindi una struttura classica, ma la luce viene da questi diffusa e non prodotta. Il risultato è elegante, scenico e sorprendentemente intimo.

credits: flos.com, danielrybakken.com., apparatustudio.com.

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