DESIGN

ANALOG, Jaime Hayon

Non è quadrato, non è circolare, non è ovale è: un via libera alle nuove forme. Legno laminato in versioni: bianche rovere o noce, Questo è il tavolo Analog™  firmato da  Jaime Hayon: artista-designer nato a Madrid nel 1974; dalla  figura audace, estrosa e stravagante. Ha studiato industrial design a Madrid ed a Parigi, e per la collezione presentata al salone del mobile da Fritz Hansen ha concepito una forma di tavolo che desse la possibilità di eliminare ogni  di tipo gerarchica, infatti non esistono capotavola, per un nuovo modo genuino di condividere e creare una piacevole conversazione, semplicemente seduti a tavola. Si ritorna  così ad un approccio più umano, cercando di essere sempre innovativi e caricandosi di una dose di rischio.

Il tavolo è un elemento d’arredo sottovalutato. Ai miei occhi, il tavolo è il cuore della casa, il cuore del ristorante. Ad un tavolo condividiamo le nostre gioie e i nostri dolori, e alla fine di una giornata, i fatti più importanti sono accaduti attorno ad un tavolo. Ciò che rende Analog™ unico, è la sua forma. Non è quadrato, circolare o ovale, ma qualcosa che stà nel mezzo, che invita al dialogo e all’intimità. Ho lavorato a lungo sulla forma del tavolo per renderlo contemporaneamente massiccio e leggero, così da esprimere qualità, elemento tipico del DNA di Fritz Hansen

dice Jaime Hayon,

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Facilmente adattabile in qualsiasi ambiente, il suo stile contemporaneo ma sobrio, il tavolo Analog™  dona la possibilità di arricchire i propri spazi con un’ inaspettata forma.

-1958- Arne Jacobse e la mitica sedia Drop™  Una forma concava a goccia, molto intima quasi modellata su semplice seduta, dopo più di 50 anni ritorna dallo storico Radisson Blu Royal Hotel di Copenhagen, questo pezzo da collezione, reinterpretato in chiave moderna, nuove tinte ed un nuovo materiale plastico, ma se siete amanti del “non ti scordar di me“, si può benissimo avere rivestita nel tessuto blue ed in pelle, la versione fedele all’originale. Lunghe gambe tornite che confluiscono al centro della seduta, per una forma ad uovo e uno schienale che diventa sempre più affusolato fino a creare un piccolo cuneo dalla punta arrotondata.

Confrontandosi con un materiale sintetico che mancava di struttura nè suggeriva alcuna fisionomia, Jacobsen si è ispirato alla forma umana e alla sagoma del corpo. In questo modo, ha umanizzato la tecnologia e la sedia Drop rappresenta per il Radisson Blu Royal Hotel una magistrale intersezione di arte ed industria“, dice Michael Sheridan, architetto, scrittore ed esperto di Arne Jacobsen.

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