DESIGN / FASHION

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Condivido una delle infinite liste che ritrovo tra le pagine di un taccuino e una nota del cellulare. Si tratta di un elenco di oggetti, per la casa, per me e Riccardo, da aggiungere al simple flair APARTMENT o semplicemente al nostro armadio.

Passiamo dai bicchieri ad una borsa, da una lampada ad un libro, ma in fondo si tratta del nostro #allisdesign.

 

Una lista di oggetti in ordine sparso da aggiungere al simple flair APARTMENT

• Servonotte, Achille Castiglioni per Zanotta;

• The Barbican Estate, book;

• Hanging Lamp N2 Muller van Severen;

• Bicchieri Bloom Bitossi;

• Half Moon Bag APC;

• New balance 990;

• Serif Tv Samsung.

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ARCHITECTURE / DESIGN / featured / TRAVEL

3 TEMPLES OF DESIGN

Sono tre e non si tratta di una classifica, abbiamo amato ognuno di questi tre templi del design, ognuno in modo diverso e per un motivo diverso, ma tutti con la stessa idea in testa.

L’idea era quella di cercare dei luoghi dove cultura storica e contemporanea trovassero un punto d’incontro per raccontare il design agli addetti al settore e non solo, perché per apprezzare un progetto forse non è necessaria una laurea ma sensibilità.

London Design Museum. Siamo tornati l’ultima volta a Londra proprio in occasione dell’apertura di questo museo e non ci ha delusi. Forse diverso da quello che ci eravamo immaginati, ma non per questo meno bello. Per chi ha voglia di andare e vedere non solo il museo ma anche la città dal nostro stesso punto di vista QUI trovate la guida.

abbiamo amato ognuno di questi tre templi del design

Vitra Design Museum. Uno dei posti al mondo dove chi ama il design e l’architettura può perdere la testa. Vitra non ha solo costruito un campus con un condensato eccezionale di design, tra storia e ricerca contemporanea, ma lo ha fatto all’interno di edifici che fanno invidia ad alcuni dei musei più importanti al mondo: qui troverete ad occogleirvi il Vitra Design Museum di Frank Gehry ma anche Herzog & de Meuron e Tadao Ando, Zaha hadid e Alvaro Siza, Jasper Morrison e Renzo Piano.

La Triennale di Milano. Ultima ma non ultima, menzione d’onore alla Triennale di Milano – la nostra città – che per noi rimane un punto di riferimento, un luogo fisico e mentale, dove ricaricare le batterie e cercare nuovi stimoli. Inutile dire cheche adesso con la mostra “A castiglioni” curata da Patricia Urquiola e Federica Sala c’è un motivo in più per tornare alla Triennale.

Photo Credit: simple flair

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DESIGN / mdw18

IL DESIGN STORICO alla MDW18

La Design Week non è solo il momento per scoprire nuove collezioni e nomi di designer emergenti, la cultura del progetto passa attraverso racconti fatti di storie altre.

Nonostante i preconcetti, la design week non gira solo intorno ad eventi e aperitivi, ci sono contenuti che vale la pena scoprire, se quest’anno insieme a Woolrich abbiamo scelto di rendere omaggio a Carlo Mollino è perché sentivamo la necessità di porpore un contenuto per chi arriva a Milano fatto di sostanza, difficile e alto.

E’ possibile raccontare il design storico con un linguaggio diverso? E’ possibile aprire al folto pubblico della design week contenuti di questo tipo?

Da non perdere:

Per chi alla design week cerca questo, consigliamo di non perdere alcune occasioni:

  • #FantasticMollino, Woolrich Store, corso Venezia 3, Milano.
  • Lina Bo Bardi, Nilufar Depot, viale Vincenzo Lancetti, 34, Milano;
  • 100×100 Achille, Fondazione Achille Castiglioni, Piazza Castello 27, Milano;
  • Villa Borsani: Casa Libera!, Via Umberto I, 148, Varedo;
  • Domus 90 – Gio Ponti, Fondazione Sozzumi, Corso Como 10, Milano.

 

Mollino, Bo Bardi, Castiglioni, Borsani, Gio Ponti: nomi per noi sinonimo di Italia, Design, orgoglio.

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ARCHITECTURE / DESIGN / editorial / FASHION / lifestyle / video

6 THINGS WE LIKE RIGHT NOW

Pensieri in ordine sparso che, nel loro insieme, raccontano una storia  e sembrano scattare un’istantanea sulla contemporaneità.

Per questo abbiamo raccolto cose, persone, momenti e sensazioni che in un periodo recente, tipo l’ultima settimana, ci hanno particolarmente colpiti.

Da qui la voglia di condividere cosa abbiamo visto di bello, surfando tra una notizia letta e un evento nel cuore di Milano.

1 • New York City.

Abbiamo una gran voglia di tornare in quella che per noi non è solo una città ma un un’esperienza che abbiamo fatto io e Riccardo insieme ad un gruppo strettissimo di amici, e che ci ha portati qui e ora proprio per come siamo. Abbiamo voglia di tornare per sentire la sua energia, per lasciarci contagiare dal suo ritmo e tornare, ancora una volta, alla nostra vita ma con un bagaglio di esperienze maggiore.

2• Burberry Show, Our Time .

Non chiedetemi troppo sulla collezione, ma le luci, quelle sì. E’ stato uno show e io ho guardato qui cerchi perfetti ondeggiare in modo ipnotico fino alla fine, fino a quando a rubare la scena non sono arrivati quei fasci di luce dei colori dell’arcobaleno. Per la sfilata Febbraio 2018, Burberry ha collaborato con United Visual Artists nel reinterpretare l’opera “Our Time”, un’installazione concessa in prestito dal Museum of Old and New Art (MONA) in Australia, per una prima assoluta nel Regno Unito.

3 • Hay Kitchen Market.

Lo ammetto, non avrei dovuto ma non ne posso fare a meno: questa collezione essenziale e squisitamente contemporanea l’ho amata ancor prima di sapere che avremmo curato il suo lancio in Italia. E’ entrata nella cucina del simple flair APARTMENT e non ha portato solo colore ma anche il calore che si trova tipicamente nelle cucine dove si cresce da bambini, dove si ruba la zuccheriera e un biscotto.

4 • 100×100 Achille.

Se c’è un protagonista quest’anno è lui, Achille Castiglioni. Avrebbe festeggiato quest’anno cent’anni e per celebrarlo, all’interno della Fondazione Achille Castiglioni, arriva una mostra. A popolare gli spazi di uno dei luoghi più affascinanti di Milano, dove la cultura del progetto si respira ad ogni passo, questa volta non sono solo gli oggetti anonimi collezionati da Castiglioni nel corso degli anni ma anche 100 oggetti scelti da altrettanti designer di fama internazionale accompagnati da una cartolina d’auguri. Il progetto di questa mostra, dove i protagonisti sono 100 oggetti-regalo progettati da autori anonimi e scelti da designer noti, è di Chiara Alessi e Domitilla Dardi, mentre l’allestimento è dello Studio Calvi Brambilla.

5• Suiting.

Sarà la voglia di mettere da parte sciarpe e cappelli per fare spazio ad un guardaroba primaverile, ma abbiamo lasciato che a convincerci fosse questa abbondanza di completi dai colori che troviamo più spesso nei sorbetti che nei nostri armadi. Senza nessuna distinzione di genere, dalle sfilate maschili a quelle femminili, i completi giacca-pantalone convincono tutti.

6• Chiesa di Saint-Jacques-de-la-Lande.

Dal profano al sacro in poche battute sulla tastiera ma se il progetto è di Álvaro Siza Vieira tutto è concesso. Siamo in Francia e questa composizione scultorea in cemento è una, ennesima, conferma che Siza con il suo approccio poetico è uno dei maggiori interpreti dell’architettura contemporanea.

Photo Credit: Simple Flair, Joao Morgado, Acne Studios; Vogue, Burberry, Fondazione Achille Castiglioni.

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DESIGN

3 UNCONVENTIONAL CHANDELIERS

Il lampadario a sospensione è un classico dell’arredamento, ma oggi più di un designer ne ha voluto stravolgere i canoni tradizionali per adattarlo anche agli interni più contemporanei. La loro rielaborazione ha portato perciò a creare illuminazioni più simili a installazioni artistiche, che hanno il pregio di incantare lo sguardo e riempire l’ambiente con forme morbide e a tratti intime.taraxacum-88-pendant-lamp-castiglioni-flos-1

1 • La Taraxacum 88 S2 è, a modo suo, un classico anch’essa. La struttura, composta da 20 triangoli di lucido alluminio, è incoronata da più di 100 lampadine che diffondono una luce diretta e riflessa. Il risultato sorprende, soprattutto per la sensazione di leggerezza che trasmette e la sua versatilità rispetto ad ambienti diversi.

Stochastic_lamp_2

2 • Stochastic, la lampada ideata da Daniel Rybakken, stupisce invece soprattutto per la disposizione a grappolo delle sfere che la costituiscono – asimmetrica sì ma meno rigorosa in verticale. Inoltre, la luce proveniente dall’interno costituisce una novità che soddisfa il senso estetico anche dei più scettici.

Cloud_3

3 •  Il lampadario Cloud, come suggerisce il nome, ha il pregio di mantenere i caratteri principali del tradizionale chandelier alleggerendone al contempo la struttura. La disposizione degli globi di vetro smerigliato mantiene quindi una struttura classica, ma la luce viene da questi diffusa e non prodotta. Il risultato è elegante, scenico e sorprendentemente intimo.

credits: flos.com, danielrybakken.com., apparatustudio.com.

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