DESIGN / mdw18

IL DESIGN STORICO alla MDW18

La Design Week non è solo il momento per scoprire nuove collezioni e nomi di designer emergenti, la cultura del progetto passa attraverso racconti fatti di storie altre.

Nonostante i preconcetti, la design week non gira solo intorno ad eventi e aperitivi, ci sono contenuti che vale la pena scoprire, se quest’anno insieme a Woolrich abbiamo scelto di rendere omaggio a Carlo Mollino è perché sentivamo la necessità di porpore un contenuto per chi arriva a Milano fatto di sostanza, difficile e alto.

E’ possibile raccontare il design storico con un linguaggio diverso? E’ possibile aprire al folto pubblico della design week contenuti di questo tipo?

Da non perdere:

Per chi alla design week cerca questo, consigliamo di non perdere alcune occasioni:

  • #FantasticMollino, Woolrich Store, corso Venezia 3, Milano.
  • Lina Bo Bardi, Nilufar Depot, viale Vincenzo Lancetti, 34, Milano;
  • 100×100 Achille, Fondazione Achille Castiglioni, Piazza Castello 27, Milano;
  • Villa Borsani: Casa Libera!, Via Umberto I, 148, Varedo;
  • Domus 90 – Gio Ponti, Fondazione Sozzumi, Corso Como 10, Milano.

 

Mollino, Bo Bardi, Castiglioni, Borsani, Gio Ponti: nomi per noi sinonimo di Italia, Design, orgoglio.

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6 THINGS WE LIKE RIGHT NOW

Pensieri in ordine sparso che, nel loro insieme, raccontano una storia  e sembrano scattare un’istantanea sulla contemporaneità.

Per questo abbiamo raccolto cose, persone, momenti e sensazioni che in un periodo recente, tipo l’ultima settimana, ci hanno particolarmente colpiti.

Da qui la voglia di condividere cosa abbiamo visto di bello, surfando tra una notizia letta e un evento nel cuore di Milano.

1 • New York City.

Abbiamo una gran voglia di tornare in quella che per noi non è solo una città ma un un’esperienza che abbiamo fatto io e Riccardo insieme ad un gruppo strettissimo di amici, e che ci ha portati qui e ora proprio per come siamo. Abbiamo voglia di tornare per sentire la sua energia, per lasciarci contagiare dal suo ritmo e tornare, ancora una volta, alla nostra vita ma con un bagaglio di esperienze maggiore.

2• Burberry Show, Our Time .

Non chiedetemi troppo sulla collezione, ma le luci, quelle sì. E’ stato uno show e io ho guardato qui cerchi perfetti ondeggiare in modo ipnotico fino alla fine, fino a quando a rubare la scena non sono arrivati quei fasci di luce dei colori dell’arcobaleno. Per la sfilata Febbraio 2018, Burberry ha collaborato con United Visual Artists nel reinterpretare l’opera “Our Time”, un’installazione concessa in prestito dal Museum of Old and New Art (MONA) in Australia, per una prima assoluta nel Regno Unito.

3 • Hay Kitchen Market.

Lo ammetto, non avrei dovuto ma non ne posso fare a meno: questa collezione essenziale e squisitamente contemporanea l’ho amata ancor prima di sapere che avremmo curato il suo lancio in Italia. E’ entrata nella cucina del simple flair APARTMENT e non ha portato solo colore ma anche il calore che si trova tipicamente nelle cucine dove si cresce da bambini, dove si ruba la zuccheriera e un biscotto.

4 • 100×100 Achille.

Se c’è un protagonista quest’anno è lui, Achille Castiglioni. Avrebbe festeggiato quest’anno cent’anni e per celebrarlo, all’interno della Fondazione Achille Castiglioni, arriva una mostra. A popolare gli spazi di uno dei luoghi più affascinanti di Milano, dove la cultura del progetto si respira ad ogni passo, questa volta non sono solo gli oggetti anonimi collezionati da Castiglioni nel corso degli anni ma anche 100 oggetti scelti da altrettanti designer di fama internazionale accompagnati da una cartolina d’auguri. Il progetto di questa mostra, dove i protagonisti sono 100 oggetti-regalo progettati da autori anonimi e scelti da designer noti, è di Chiara Alessi e Domitilla Dardi, mentre l’allestimento è dello Studio Calvi Brambilla.

5• Suiting.

Sarà la voglia di mettere da parte sciarpe e cappelli per fare spazio ad un guardaroba primaverile, ma abbiamo lasciato che a convincerci fosse questa abbondanza di completi dai colori che troviamo più spesso nei sorbetti che nei nostri armadi. Senza nessuna distinzione di genere, dalle sfilate maschili a quelle femminili, i completi giacca-pantalone convincono tutti.

6• Chiesa di Saint-Jacques-de-la-Lande.

Dal profano al sacro in poche battute sulla tastiera ma se il progetto è di Álvaro Siza Vieira tutto è concesso. Siamo in Francia e questa composizione scultorea in cemento è una, ennesima, conferma che Siza con il suo approccio poetico è uno dei maggiori interpreti dell’architettura contemporanea.

Photo Credit: Simple Flair, Joao Morgado, Acne Studios; Vogue, Burberry, Fondazione Achille Castiglioni.

DESIGN

3 UNCONVENTIONAL CHANDELIERS

Il lampadario a sospensione è un classico dell’arredamento, ma oggi più di un designer ne ha voluto stravolgere i canoni tradizionali per adattarlo anche agli interni più contemporanei. La loro rielaborazione ha portato perciò a creare illuminazioni più simili a installazioni artistiche, che hanno il pregio di incantare lo sguardo e riempire l’ambiente con forme morbide e a tratti intime.taraxacum-88-pendant-lamp-castiglioni-flos-1

1 • La Taraxacum 88 S2 è, a modo suo, un classico anch’essa. La struttura, composta da 20 triangoli di lucido alluminio, è incoronata da più di 100 lampadine che diffondono una luce diretta e riflessa. Il risultato sorprende, soprattutto per la sensazione di leggerezza che trasmette e la sua versatilità rispetto ad ambienti diversi.

Stochastic_lamp_2

2 • Stochastic, la lampada ideata da Daniel Rybakken, stupisce invece soprattutto per la disposizione a grappolo delle sfere che la costituiscono – asimmetrica sì ma meno rigorosa in verticale. Inoltre, la luce proveniente dall’interno costituisce una novità che soddisfa il senso estetico anche dei più scettici.

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3 •  Il lampadario Cloud, come suggerisce il nome, ha il pregio di mantenere i caratteri principali del tradizionale chandelier alleggerendone al contempo la struttura. La disposizione degli globi di vetro smerigliato mantiene quindi una struttura classica, ma la luce viene da questi diffusa e non prodotta. Il risultato è elegante, scenico e sorprendentemente intimo.

credits: flos.com, danielrybakken.com., apparatustudio.com.

INTERIORS / TRAVEL

LE FONDAZIONI DEGLI ARCHITETTI MILANESI

Itinerari cittadini alla scoperta dell’architettura che è stata ed è un segno tangibile ma anche porte che si aprono ogni volta su un mondo diverso, fato di schizzi e prototipi.

Per trovare gli indirizzi basta cercare “Fondazione” e aggiungere il nome dell’architetto. Tre esempi: Fondazione Achille Castiglioni, Fondazione Franco Albini, Fondazione Vico Magistretti.

Si entra spesso in quello che era lo studio e poi si sbircia tra le librerie, si ascoltano le parole  di chi ogni giorno apre quelle porte ai visitatori, si prendono in mano i prototipi.

La Fondazione Achille Castiglioni (Piazza Castello 24, Milano) ordina e cataloga il mondo dell’Architetto milanese ma non si limita a raccogliere il lavoro di più di 60 anni di attività, condivide con i visitatori ogni storia vissuta nello Studio Museo attraverso le visite guidate condotte dalla moglie e dalla figlia di Castiglioni.

Tra i prototipi e la sala riunioni, tra gli oggetti “anonimi” che Castiglioni  ha raccolto ed ha utilizzato durante le sue lezioni al Politecnico di Milano e Torino, si svolge un vero e proprio viaggio nel mondo del design.

achillecastiglioni.it

FONDAZIONE_ARCHITETTI_1

La Fondazione Vico Magistretti (via Conservatorio 20, Milano) tutela e valorizza il lavoro di Vico Magistretti mettendosi però a disposizione dei visitatori, mostrando progetti e iter progettuale con lo scopo di promuovere l’architettura e il design italiani.

All’interno dello Studio Museo una selezione di schizzi e oggetti d’archivio ma anche l’ufficio di Magistretti e la sala riunioni lasciati inalterati. Spazi convertiti in museo per raccontare un incredibile archivio e luoghi fermi nel tempo ma vissuti ogni giorno, circondati da modelli d’architettura e sedie intorno ad un tavolo dove ancora oggi si svolgono incontri e riunioni.

Se la visita allo Studio Museo non fosse sufficiente la Fondazione propone anche due itinerari, uno dedicato all’architettura e l’altro al design, estendono il museo al territorio milanese, come a voler unire i puntini dall’iter progettuale al progetto.

vicomagistretti.it

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La Fondazione Franco Albini (via Telesio 13, Milano) attraverso aneddoti e disegni sceglie di incrociare processo creativo e metodo rigoroso per raccontare la figura articolata e complessa dell’architetto.

Archivio, ricerca, pubblicazioni, seminari tra le attività promosse e visite guidate per conoscere Albini attraverso le sue opere.

Espressione di un modo di progettare “onesto e concreto” ha coniugato attraverso il suo lavoro artigianato e serialità,  curando ogni aspetto del progetto in modo maniacale fino ad arrivare a lasciare un segno tangibile nella storia dell’architettura e del design.

Tra razionalità e poetica all’interno dello studio originale di Franco Albini, con trenta pezzi di Design scelti per raccontare metodo e processo creativo.

fondazionefrancoalbini.com

DESIGN

Interruttore rompitratta

Questo pezzo di design è nelle case di tutti. Davvero. Un oggetto nato del 1968 dalle menti geniali dei fratelli Achille e Pier Giacomo Castiglioni. Prodotto la prima volta da VLM questo interruttore interrompe la corrente elettrica e si può applicare a qualsiasi filo d’illuminazione e non. 

Un’intuizione che oggi può sembrare banale ma ha cambiato la storia del design e del prodotto industriale in generale; due gusci stampati in pasticca termoindurente (bianco o nero) con bordi arrotondati per agevolare il contatto con il piano d’appoggio.

Una particolare conformazione che ha, tutt’oggi, la peculiarità di essere individuabile al buio seguendo semplicemente il filo della corrente, in un attimo il nostro polpastrello (a chi non è capitato?) sarà in grado di accendere o spegnere una luce.

Ormai il numero di esemplari prodotti non è più calcolabile ma pochissimi conoscono la sua storia: puoi acquistare design d’autore anche dell’elettricista.

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