ARCHITECTURE

VIVERE IN UNA CASA STAMPATA IN 3D

Scappare dalla frenesia della vita, dalla irrefrenabile corsa del moderno mai obsoleto e trova un luogo calmo per meditare. Ad Amsterdam si può, e pare proprio che l’innovazione cosi veloce e caotica della città sia stata piegata per le esigenze più umili e primordiali. 

L’innovazione in questione è la tanto chiacchierata stampa 3D e loro sono la squadra di DUS architects. In 8 metri quadri hanno sintetizzato l’idea di “casetta”, semplice ed essenziale, in una “cabina urbana” stampata interamente in bio-plastica (rigenerabile per la realizzazione di nuove abitazioni).DUS_Urban-Cabin_1

Il basamento in cemento pone le basi per un rifugio sicuro dove le pareti si articolano in una struttura ondeggiante perfettamente rigida e sorprendentemente leggera.

Questo progetto vuole risolvere la soluzione problematica dell’espansione urbana sregolata e risponde perfettamente alle esigenze attuali: tecnologie avanzate per la produzione in serie di abitazioni, anche temporaneecompatte e sostenibili.

DESIGN

CHUBBY CHAIR: WHEN TECHNOLOGY MEETS ART

La Chubby chair ha il potere di confondere: sembra arte ma in realtà è un oggetto dalla natura innovativa perché realizzato utilizzando la stampa 3D. Il risultato di questo progetto firmato Dirk Vander Kooij è una sedia dai colori accesi e forme morbide ottenute dall’estrusione di un materiale sintetico. Senza troppi giri di parole l’effetto è quello del dentifricio quando fuoriesce dal suo  tubetto.

La commistione di arte e tecnologia è l’elemento da raccontare per scoprire la storia di un oggetto che già al primo colpo d’occhio mi aveva conquistata.

Chubby-Chairs,-Photo-Studio-Dirk-Vander-Kooij

credits: Stanley Van Der Hoeven, Melissa Peen and dirkvanderkooij.com

 

DESIGN / FASHION / video

ADIDAS SUPERCRAFT

Da qualche mese a questa parte abbiamo visto Adidas alzare vertiginosamente il livello dell’asticella con alcune innovazioni davvero entusiasmanti. Il progetto nell’insieme prende il nome di Futurecraft, e la prima cosa da dire è che sfrutta la tecnologia di stampa 3D.

Partendo dalla suola Ultra Boost, che già di per se rappresenta un notevole concentrato di tecnologia in fatto di ammonizzazione, l’idea è quella di riuscire a stampare letteralmente una suola in grado di adattarsi al meglio al piede dell’atleta che la indossa, creando inoltre una sorta di database in cui ognuno potrà raccogliere i propri dati relativi alla calzata più adatta.

Successivamente Adidas ha svelato uno step successivo di questo processo, caratterizzato dall’impiego di plastica recuperata dall’oceano, quindi con un impatto bio sociale non trascurabile. Per arrivare all’ultimo fase, quella presentata attraverso affascinanti immagini pochi giorni fa e che riguarda la realizzazione della tomaia attraverso intrecci speciali di fibre anch’esse poi stampate tridimensionalmente per arrivare ad avere il massimo dell’aderenza e del confort durante il processo di camminata.

Tutto questo al momento è ancora alla fase di prototipo, ma da Adidas assicurano che FutureCraft è ormai prossimo al lancio. Incrociamo le dita perché il futuro sembra essere davvero qui!

credits: adidas 

DESIGN / video

ONE YARN OF PLASTIC

“One yarn of paint” è il progetto sviluppato da Studio Plott come una risposta contemporanea ai tessuti lavorati secondo tecniche tradizionali. In questo caso la “macchina” utilizzata dai designer è a controllo numerico e permette di realizzare tessuti flessibili, dei fogli resistenti e leggeri da adattare a molteplici funzioni e a tutte le forme.

Il filo in plastica viene estruso dalla macchina progettata dallo studio olandese per stampare i propri disegni, un risultato ottenuto fondendo la conoscenza dei materiali, l’innovazione e la grafica bella.

Studio plott – One yarn of Plastic from studio plott on Vimeo.

I due attori in gioco, nonché fondatori di Studio Plott, sono laureati alla Design Academy di Eindhoven, fucina di molti talenti, e permette di toccare con mano quella che si presenta come una nuova visione della tessitura in grado di “stampare” tessuti, traendo sempre ispirazione dall’artigianato e dalla tradizione.

credits: plott.nl

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