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TRIBÙ: Ludovica + Roberto Palomba x cc-tapis

Senza dubbio uno dei progetti che più ci ha colpito in questa Milan Design Week 2018 è stato quello proposto da cc-tapis: una collaborazione con sette designer per interpretare in maniera coinvolgente ed unica il lavoro che da anni svolge cc-tapis nel mondo dei tappeti artigianali.

Diverse creatività ed ispirazioni al servizio di una collezione dalle molteplici sfumature; tappeti contemporanei annodati a mano in Nepal da esperti artigiani tibetani.

Tra i vari progetti ci siamo soffermati sul lavoro di Ludovica + Roberto Palomba che abbiamo incontrato nello showroom di cc-tapis durante la design week; un’occasione per toccare con mano il loro lavoro e farci raccontare i retroscena di una collezione, Tribù, composta da tre tappeti: Kiso, Swazi e Mata.

All’interno di una delle stanze più intime di questo showroom, chiacchierando seduti di fronte ai nuovi tappeti, protagonisti dello spazio, Ludovica + Roberto ci raccontano come la collezione si basa sull’evocazione di memorie di viaggio, di emozioni visive ma anche e soprattutto materiche. Una reinterpretazione sofisticata ma al tempo stesso delicata ed intima di colori, decori tribali e animali fantastici.

 

Un prodotto selvaggiamente disegnato per camminarci a piedi nudi

  • Questo progetto si colloca in modo potente nel vostro archivio di prodotti

L+R: Il nostro lavoro va letto nella sua complessità, oggetti super minimali uniti ad oggetti più potenti che fanno da contraltare emozionale all’interno di un progetto architettonico. L’idea è quella dei layer, il pavimento è un layer, la seduta un altro layer, una stratificazione complessa. Noi decostruiamo i layer per poi progettarli singolarmente, da leggere nel loro complesso. Ogni singolo pezzo ha una vita propria ma trova al tempo stesso una sua quadra unito ad ogni altro elemento dello spazio realizzato.

 

  • La vostra chiave di lettura per questa collezione

L+R: Un prodotto selvaggiamente disegnato per camminarci a piedi nudi, un gesto per legarci alla parte più profonda di noi stessi.

La ricerca per questo prodotto si fonda sul viaggio, noi viaggiamo molto. Tribù è la parte più profonda di noi che condividiamo con gli altri fatta di emozioni visive e sensoriali come, appunto, il camminare a piedi nudi su ognuno dei tappeti che vedi.

Il tema del sensoriale non può non essere nella progettazione del tappeto, il tappeto è un orizzontalizzazione dei nostri sensi. Noi non mettiamo mai le scarpe sul tappeto. Un po’ perché siamo proprio noi una Tribù.

Questi tappeti, grazie all’incredibile lavoro sui materiali di cc-tapis, hanno diversi quartieri con diversi tipi di lane e quindi differenti sensazioni al tatto.  Questo non è il primo tappeto con cc-tapis ma è il primo che nasce da un rapporto più profondo, che svela il nostro animo finto minimalista ma realmente selvaggio.

 

  • Lo scontro tra di voi crea il prodotto?

L+R: Sul tema del progetto andiamo sempre, troppo d’accordo, lei è la parte sognatrice io sono la parte pragmatica. Lei deve essere frenata io devo essere spronato.

 

  • Empatia è quindi la parola chiave?

L+R: Noi abitiamo quello che è intorno a noi e vogliamo che anche le persone possano abitare i nostri progetti. Il Design è vestire di un’emozione una funzione, il nostro obiettivo è quindi la parte emozionale ed empatica di un progetto.



 

 

La collezione Tribù è entrata fin da subito nei nostri best of, una collaborazione esemplare, con cc-tapis, tra due eccellenze del design italiano.

Non è stata solo la scoperta di una nuova collezione ma un’occasione per approfondire la filosofia di Ludovica + Roberto Palomba, ricca di ricerca ed equilibrio tra diversi opposti. Un design coraggioso, coerente e fondato su valori democratici. Il loro segno maturo e consolidato dai 25 anni di carriera crea dialoghi a-temporali con estetiche trasversali.

Photo Credit: Andrea Bartoluccio

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LA NUOVA TORRE DI MILANO

Milano si fa – sempre più – bella. C’è la Milano che non cambia mai e quella che dieci anni fa non esisteva ancora, insieme formano un unicum che ha trasformato una città in un punto di riferimento internazionale.

E se c’è un luogo dove vecchio nuovo convivono, è da cercare ad un indirizzo preciso, quello della Fondazione Prada, progettata dallo studio OMA, guidato da Rem Koolhaas.

La sede di Milano della Fondazione Prada era già entrata di diritto tra i simboli cittadini più conosciuti ma, con l’inaugurazione della Torre, ad aprile e durante la Design Week 2018, il paesaggio urbano della città si è arricchito di un nuovo elemento.

Torre, un edificio in cemento bianco alto 60 metri, diventa uno dei nuovi simboli architettonici della Fondazione e di Milano.

Una nuova Milano da visitare più e più volte 

Quella della Torre è una geometria complessa, con numerose variabili spaziali e con le facciate esterne caratterizzate dalla successione di superfici in vetro e cemento.
Torre regala la vista migliore dal suo interno  e verso l’esterno, verso una Milano che si lascia spiare da un nuovo punto di vista, da quello che più che un buco della serratura è una vetrata riproposta ad ogni suo piano per togliere il fiato.

Il nuovo edificio include nove piani e al loro interno ospitano spazi espositivi per un totale di 2000 mq, un ristorante, i servizi per i visitatori e una terrazza panoramica dotata di rooftop bar.

Siamo entrati nella Torre durante la design week, si trattava di una delle tappe della nostra agenda in collaborazione con Living e Mitsubishi: giorni in cui avevamo la testa e la memoria dei telefoni sovraccarichi di progetti nuovi e installazioni, ma quella all’interno della Torre è stata l’istantanea di un momento in cui un progetto ha avuto la capacità di emozionare.

Arte e architettura, vecchio e nuovo, orizzontale e verticale, ampio e stretto, bianco e nero, aperto e chiuso, in Largo Isarco c’è una nuova e bella Milano che vale la pena di visitare più e più volte.

Photo Credit: simple flair

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