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INTERVIEW: OTTAVIO MISSONI JR

E’ proprio vero che ogni incontro è una sorpresa e quella con Ottavio Missoni Jr è stata una piacevole scoperta. Siamo entrati in casa di Ottavio un sabato mattina, il giorno prima di una della sue trasferte negli USA, un ragazzo di due metri con un dna importante e grandi responsabilità lavorative, ma questo è solo il primo impatto.

A raccontarsi è in realtà un ragazzo di 32 anni, preparato per svolgere il suo compito all’interno dell’azienda ma prima di tutto disponibile, educato ed affabile. Allora ci è sembrato naturale scegliere di raccontarvi chi è Ottavio, oltre il suo lavoro ed i suoi impegni.

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Siamo in casa tua, hai scelto di continuare a vivere a Varese con Enrica dove c’è la sede storica di Missoni, qual è il tuo legame con questa città, con questa casa?
Ho scelto di vivere qui perché sono sia affezionato al posto ma sopratutto perché è parte del mio carattere, ho sempre odiato vivere in grosse città se non per il periodo degli studi o stage lavorativi. Mi piace la dinamica della zona di campagna, del paese; a Milano ho resistito 7 mesi.

Hai mai pensato di cambiare?
Penso al futuro, lavorativo e non, ma non di cambiare questo luogo per vivere. Sono cresciuto a Varese, ho gli amici qui, ho fatto la scuola qui, l’azienda è qui insieme a tutta la mia famiglia.

Quindi la tua giornata inizia a Varese, poi cosa accade di solito? Qual è la tua giornata tipo?
La mia giornata tipo inizia alle 8, anche se Enrica si sveglia molto prima (ride), ed in 5 minuti arrivo in ufficio dove c’è tutto quello che orbita intorno al mondo Missoni tra uffici, customer service, produzione. Un’eccezione sono i giorni di campagna vendita quando sono a Milano o quando sono a New York, circa 5 giorni al mese. Se c’è bel tempo in moto ci metto 45 minuti a fare Varese Milano quindi sono comodo.

 

Questa casa è stata progettata da Franco Albini nel 1973

Lavori nella moda ma conosciamo bene la tua passione per le due ruote, sappiamo che non ti limiti ad utilizzarle solo in modo convenzionale, come nel caso della Athens-Gibraltar Race. Come è andata? Abbiamo visto la moto con cui hai gareggiato esposta alla Rinascente di Milano.
E’ nato tutto per divertimento, mi ha contattato la rivista Riders chiedendomi se volevo farla come inviato per loro. Sono stati 14 giorni super divertenti, impegnativi come orari ma al tempo stesso 9000 km bellissimi da Atene passando per Macedonia, Albania, Montenegro, Serbia, Slovenia, Croazia, Austria, Italia, Francia, Andorra, Spagna, Portogallo e GibilterraDormivo in tenda la maggior parte dei giorni.

 

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Anche in moto hai quindi viaggiato molto, fatto esperienza pazzesche, ma qual è il tuo place to be nel mondo?
Il mio place to be è qui, soprattutto in prospettiva di una famiglia e per il lavoro, mi piacerebbe molto fare un’esperienza in Sud America, magari in moto. Sto organizzando un tour di 1 mese e mezzo, il sud dell’Argentina è uno dei posti che più mi affascina.

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Cosa ci racconti di questa casa?
Con questa casa ho un legame affettivo, era di mio padre, l’ho vissuta anche da piccolo e abbiamo deciso con Enrica di venirci a vivere 2 anni fa. E’ un open space e mi piace la vocazione alla convivialità, invitare amici, fare cene. La casa è stata progettata da Albini nel 1973 anche se rimane in continua evoluzione.

Abbiamo visto che sei un collezionista di moto.
Ho una forte passione per le moto che mi ha passato mio padre e sto evolvendo nel tempo, come tutti i collezionisti, alcuni pezzi non li ho più, altri sono nuovi. C’è un piacere nell’avere un pezzo anche solo per un periodo di tempo. Le due ruote sono la mia passione principale.

 

 

 

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Grazie ad Ottavio ed Enrica per averci ospitato in casa loro, aver chiacchierato con noi tra un ottimo pranzo ed un bicchiere di vino.

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photo: Michael Gardenia – Fusillo Lab
production assistant: Veronica Volta

 

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