ARCHITECTURE

CONSERVATOIRE OF MUSIC

L’edificio, un monolite in calcestruzzo dalla presenza forte ma enigmatica, è situato nella parte alta della città di Belfort, Francia; segna il limite estremo, il passaggio dal bosco al centro abitato. Di fronte si trova la statua del Leone, immagine solida di libertà, costruita nel 1879 dallo scultore Frédéric Bartholdi, come simbolo della resistenza al nemico.

La sala da ballo, sporgente al piano superiore del “Conservatorio di Musica, Danza ed arti drammatiche Henri Dutilleux” ha un’ampia finestra che sposta l’attenzione dell’osservatore direttamente sulla statua del Leone, fuori, sulla collina opposta.

Lo Studio Dominique Coulon et Associés ha dato vita ad un’opera densa ma fluida, i cui spazi si integrano perfettamente e legano l’uno all’altro e le cui superfici esterne vibrano nella luce grazie all’azione di Max Coulon e Gabriel Khokha, due artisti che ispirati dall’espressionismo astratto di Pollock hanno regalato movimento e profondità alle grigie pareti in cemento.

La pelle, blu, ricorda piante o le intense venature del marmo.

I livelli spaziali si sovrappongono, i volumi si integrano perfettamente permettendo alla luce naturale di entrare e di divenire parte essenziale del luogo.

Al centro dell’edificio la hall principale costituisce l’area più scura, il chiaro diviene scuro, inverte in negativo i codici delle pareti esterne, isola l’osservatore dal circostante ma manifesta l’integrazione degli spazi.

L’edificio si condensa in una massa solida che contiene, quasi a formare un puzzle tridimensionale, due auditorium, un teatro, la grande sala da ballo, aule, uffici amministrativi, e una serie di studi con volumi e aree molto diverse.

L’acustica di ciascuno studio è stato progettata per permettere ad ogni strumento specifico di essere espresso al meglio, la biblioteca sembra sospesa.

credits: Eugeni Pons

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