INTERIORS

5 ABITUDINI DI UN ARCHITETTO AL RISTORANTE

Di sicuro vi sarà capitato di essere al ristorante con un architetto o ancora meglio con più di uno. Un’esperienza quasi mistica dove a tratti il cibo passa in secondo piano: al centro c’è solo il locale. Qui le foto del ristorante ESPAÇO ESPELHO D’ ÁGUA a Lisbona, realizzato all’interno di un palazzo in stile modernista anni ’40; un progetto difficilmente attaccabile con un un uso bilanciato di materiali e paletta cromatica che ha permesso anche l’inserimento di un’intera parete verde, senza invadere troppo lo spazio.

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Ancora prima di sedersi intorno al tavolo la mente dell’architetto ha già catalogato una check-list di pregi-difetti dello spazio partendo dell’ingresso, arrivando al tavolo passando dalle luci con un focus obbligato sull’acustica.

Ecco i 5 pensieri tipici che distraggono l’architetto dal sapore del cibo:

Ingresso confortevole, tavoli vicini o staccati, riesco a passare agevolmente tra le persone per arrivare al bancone? La prima revisione del progetto forse avviene già da fuori: “questo logo non funziona”.

Troppo buio, troppa luce, “tutto questo progetto e poi metti le luci dell’Ikea?” I tavoli sono belli ma le sedie troppo basse o peggio il tavolo balla e dobbiamo subito costruire uno spessore creativo, non il solito tovagliolo.

Fermi tutti: abbiamo la materia prima? Sul tavolo ci devono essere stuzzicadenti e pane; con uno facciamo piccole strutture in scala con l’altro grazie alla mollica (prima vera forma di cemento creata) tamponiamo e modelliamo volumi cubici tra le dita. Ecco nato il prototipo per un nuovo arredo.

La tovaglia ha sempre il suo fascino ma se sul tavolo ci sono le tovagliette di carta la cena potete anche non servirla; subito verrà rifilata per ricavare un foglio in sezione aurea e con l’immancabile matita da taschino si inizia a progettare di tutto. Soprattutto a rifare l’intera disposizione del ristorante.

L’azione numero uno appena ci si siede al tavolo è girare piatti e posate, “che ceramiche sono?“. La forma di questo piatto potrebbe essere scalata per il piano di quel tavolo che stiamo progettando. Queste posate hanno una linea ergonomica ma il coltello non taglia per niente.

Il bagno è fuori classifica. Il locale più criticato e gettonato di ogni ristorante: “sei andato a vedere il bagno?” Mille idee, pacchiane, raffinate, sceniche o asettiche. Quando l’architetto torna dal bagno vi stresserà almeno per 10 minuti.

Insomma vita dura, alla fine arriva il conto e tornano i piedi per terra ma che fatica cenare con quattro architetti.

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