ARCHITECTURE

FROM SHOW TO WINDOW

Cosa hanno in comune due progetti? Prospettive, linee, geometrie? In questo caso prima di tutto Prada e poi Milano. Le vetrine del brand per l prima volta sono allestite secondo il progetto di un collaboratore esterno, Martino Gamper, mentre per la passerella dell’ultima fashion week maschile Prada torna ad affidarsi ad un compagno di viaggi come è stato Koolhaas negli ultimi venticinque anni.

Un nome nuovo per l’azienda e uno che ha firmato passerelle e negozi di tutto il mondo, eppure quel filo conduttore sofisticato e leggero proprio del brand si sente, quasi si respira.

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Le vetrine progettate da Martino Gamper sono frutto di una sua lunga e complessa elaborazione del tema dell’angolo, ricorrente nel suo portfolio e legame naturale con la collezione protagonista di questa stagione.

L’idea è quella di giocare con la prospettiva e la geometria in un’installazione scultore magnetica, perché in fin dei conti la vetrina deve catturare l’attenzione catapultando al di là del vetro il prodotto, ancora prima di indossarlo.

La natura deostruita della collezione si sposa con le scelte di Gamper, dalle finiture ai contrasti, realizzando uno spazio nello spazio utilizzando pannelli impiallacciati in legno. Gli spazi sembrano più stretti e spingono a guardare oltre, ipnotizzati dall’effetto prospettico, fino al paesaggio tra montagne e foreste scelto per lo sfondo.

Le vetrine progettate da Martino Gamper sono frutto di una sua lunga e complessa elaborazione del tema dell’angolo

La valorizzazione degli abiti avviene attraverso l’uso del legno, semplice ma complesso nelle sue venature e nelle colorazioni sempre diverse in base all’essenza o semplicemente alla luce.

Inizialmente installate nei monomarca di Milano e Londra, le vetrine di Gamper arriveranno presto nei negozi Prada di tutto il modo.

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Per la settimana della moda maschile Prada torna ad affidare il progetto per l’allestimento della sfilata a Rem Koolhaas e in particolare ad AMO, il ramo di ricerca del suo studio.

Questo spazio si estende attraverso una serie di stanze, infilate una dopo l’altra, differenti per dimensioni e proporzioni. Questa progressione fornisce l’illusione di un Palazzo Infinito con stanze rivestite da (finto) marmo blu e nero e inserti in alluminio per favorire un senso di continuo movimento.

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Le diverse stanze si traducono in un’infilata di momenti, al contrario di quello che accade quando lo show si svolge in un unico grande ambiente in questo caso lo spettacolo si frammenta offrendo percezioni simili ma diverse al pubblico, diviso in piccoli gruppi.

La collezione esplora il mondo complicato delle relazioni tra uomo e donna, tra somiglianze e lontananze, con influenze asimmetriche, non lineari, proprio come nel progetto di Koolhaas.

volumi che cambiano gradualmente di dimensioni, i materiali e i passaggi scelti per i modelli generano una prospettiva astratta in grado di disorientare e avvicinare il pubblico alla collezione.

C’è della poesia, in definitiva, a cucire insieme una passerella, una vetrina ed una collezione.

prada-the-infinite-palace-milan-mens-fashion-week-02 prada-the-infinite-palace-milan-mens-fashion-week-6credits: Alberto Moncada

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