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RUBENSLUCIANO: IL PROGETTO DI SIMONE MICHELI

Progettare al cospetto di un’opera prima antica e carica di forza architettonica non è mai semplice ed è quello che ha fatto l’Architetto Simone Micheli nei luoghi della riviera del Brenta sull’opera di Giannantonio Selva del secondo decennio dell’800.

Confronto con territorio e storia sono sempre un’impresa.  In questo complesso a Strà (Venezia) si sono intrecciate nei decenni passati storie e personaggi, non ultimi Carlo Goldoni e Giacomo Casanova. La stessa copertura lignea ricalca il grande progetto del Teatro la Fenice di Venezia.

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Qui entra in gioco l’estro e la creatività dell’Architetto Simone Micheli che fin dal primo sopralluogo immagina il nuovo impianto illuminotecnico che, come si vede in foto, ridisegnerà i caratteri della facciata esaltandoli e definendoli nella loro forza.

Entrando l’intervento richiama tutta l’architettura liquida e digitale, leggera e in antitesi con gli elementi lapidei e le volte a cornice dello spazio. Così è stato possibile far risplendere il lastricato in pietra con disegno geometrico a rombi dove si appoggiano i sottili pilotis bianchi che sostengono aerodinamici soppalchi balaustrati da un nastro di cristallo che ne ricalca i profili curvilinei.

Quinte verticali ad angolo curvo filtrano i flussi e le varie funzioni dislocate con passo regolare tra i moduli laccati bianchi delle bancaline e delle armadiature.
Il piano terra ospita in sequenze openspace gli uffici. Nella parte centrale alcuni setti bianchi ad angolo curvo, con porte scorrevoli a scomparsa, individuano gli uffici grafici e lʼarea stampanti mentre diametralmente opposti ai primi uffici si sviluppa lo showroom.

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Alle due estremità opposte attraverso le due esedre voltate impreziosite dai preziosi affreschi prospettici di un soffitto a cassettoni si raggiunge lʼufficio amministrazione, la stanza dei rappresentanti e i servizi di piano.

Al secondo piano il grande foyer rivestito in parquet di rovere sbiancato accoglie il visitatore in un luogo di grande suggestione al di sotto delle grandi strutture lignee a capriate che sono esaltate nella loro possente matericità da un attento gioco di proiettori orientabili a luce led.
Le antiche capriate originali sono state oggetto di un attento recupero e restauro e il risultato di questa grande opera di consolidamento

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Un progetto difficile da descrivere in ogni dettaglio, le foto richiamano il mood completo ma solo la visione dal vivo può trasmettere la forza dell’idea e del luogo; al confine tra affascinante e contemporaneo.

Un altro lavoro coerente e puntuale che l’Architetto Simone Micheli ci ha suggerito con la solita forza discreta ma dirompente.

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photo credits: JUERGEN EHEIM

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  1. FI.SH. | SIMONE MICHELI | SIMPLE FLAIR | design magazine

    […] Nel 1990 ha fondato l’omonimo Studio d’Architettura e nel 2003 la società di progettazione Simone Micheli Architectural Hero con sede a Firenze, Milano e Dubai. E’ docente presso il Poli.Design  e presso la  Scuola […]

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